Sensori ISO-variance e ISO-invariance

Oggi vorrei parlare di un argomento piuttosto tecnico.Probabilmente la tematica interesserà solo chi ha già una certa esperienza,e quindi attrezzatura,mentre potrebbe essere ostico per chi si avvicina alla fotografia.

Come ho già accennato in passato gli ISO vengono gestiti in maniera diversa a seconda del sensore. Un sensore nuovo li gestirà molto meglio di uno vecchio,e un sensore più grande li gestirà meglio (salvo differenze di decadi tra uno e l’altro) di uno più piccolo. Ovviamente ci sono poi molte altre sfaccettature che dipendono dalla tecnologia utilizzata e dal tipo di sensore.Una di esse è ciò di cui vorrei parlare oggi e viene definita ISO-variance.

Un sensore ISO-variance produce dei file RAW diversi a seconda della sensibilità ISO utilizzata. Se scattiamo a 100 iso e la foto è sottoesposta di 5 stop (situazione limite per semplificare la spiegazione) possiamo recuperare qualcosa in post-produzione ma ovviamente alzando l’esposizione di 5 stop di certo non si ottiene l’equivalente di una foto scattata a 3200 iso (cioè 100 iso + 5 stop).
Detta in modo più semplice, scattare e recuperare in post non è uguale a scattare direttamente all’esposizione giusta. 

test-recupero-5dsr
(Test effettuato da DPReview )

Qui sopra ne vedete un chiaro esempio. Nel primo riquadro vedete un crop di una foto a ISO 100,negli altri le foto sono state scattate sottoesponendo e poi rialzando in post-produzione. Molti potrebbero obiettare che alzare l’esposizione di 5-6 stop in post-produzione non ha molto senso,e in parte hanno ragione,ma solo in parte.

Il problema è che esporre bene una foto non significa non aver bisogno di questi imponenti recuperi. Scene molto contrastate infatti creano ombre molto nette. I sensori sono sempre efficaci quando si tratta di catturare informazioni dalla luce,ma vanno in crisi quando c’è bisogno di recuperarle da zone poco illuminate. Quindi poter recuperare fino a 5-6 stop vuol dire che è possibile recuperane un paio senza nessun tipo di perdita.

E qui arriva il punto. Negli ultimi anni i sensori sono migliorati a tal punto da diventare ISO-invariance. Cosa vuol dire? Che (prendendo l’esempio di prima) se scattiamo una foto a 100 iso e questa è sottoesposta di 5 stop,andando ad aggiungere in post-produzione 5 stop si ottiene l’equivalente di una foto scattata a 3200 iso.
Cioè è indifferente scattare e recuperare in post o scattare direttamente all’esposizione giusta. O in altre parole,è indifferente a che sensibilità ISO si scatta.
Certo,andando a controllare al millimetro la foto ci saranno leggere differenze (è pur sempre un recupero post-scatto) ma di prima visione probabilmente non vi accorgerete della differenza.

Ricordate la foto qui sopra con il test della Canon 5dsr? Guardate lo stesso test effettuato con una Sony A7RII,che ha un sensore ISO-invariance:

7rii-test-recupero
(Test effettuato da DPReview )

A prescindere da quanto si recupera,l’unico rumore che compare è quello della normale degradazione ad alti iso,cioè lo stesso rumore che avreste scattando a quella sensibilità.

Ma andiamo direttamente alla conclusione.Quale sensori sono iso-invariance? e quali quindi non lo sono?

Sony produce ormai quasi esclusivamente sensori ISO-invariance, sulle ormai famose mirrorless full-frame della serie A7 potrete quindi sfruttare questo pregio. Nikon utilizza su alcuni corpi sensory Sony (e quindi iso-invariance) e su altri i propri sensori. Questi ultimi non sono iso-invariance ma ci si avvicinano,permettendo comunque ottimi recuperi che difficilmente fanno rimpiangere questa caratteristica.

Altre aziende come Fuji,Samsung o Pentax sono messe più o meno allo stesso modo,con sensori proprietari che permettono ottimi recuperi o corpi con sensori Sony.

L’unica azienda che purtroppo non permette questa possibilità è Canon.

comparazioneiso

(Test effettuato da DPReview )

Canon,nonostante le molte innovazioni, continua a utilizzare sensori molto lontani dalle possibilità di quelli Sony,il che si nota non solo nella questione ISO-variance,ma anche nella gamma dinamica (che è simile alla concorrenza ad alti iso ma molto inferiore a bassi iso). Con questo ovviamente non si vuole affermare che i sensori Canon siano inferiori alla concorrenza (io stesso uso Canon) ma solo che in quei particolari aspetti c’è una differenza tangibile.

Come potete vedere dall’immagine qui sopra la differenza tra il recupero di un sensore Canone e quello di un’altra azienda è evidente. Ma,come dicevo,questo non è che un aspetto dei sensori e Canon ha moltissimi altri pregi.

UPDATE: In questi ultimi mesi Canon ha cominciato a inserire un nuovo tipo di sensori nei suoi corpi. Non sono ancora ISO-Invariance come quelli Sony ma c’è stato un notevole miglioramento in tal senso. A quanto pare Canon era solita utilizzare un’architettura che dava priorità agli alti ISO sacrificando le informazioni a bassi iso. Adesso sembra che la nuova architettura utilizzata sui sensori usciti dal 2016 in poi,riesca a mantenere le stesse prestazioni ad alti ISO senza sacrificare le basse sensibilità.