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F-Stops vs T-Stops: Cosa sono e che differenza c’è

Vi siete mai chiesti quale sia la differenza tra F-Stop e T-Stop ? Prima o poi sarete sicuramente incappati in questi 2 valori, e se conoscete il primo per il suo uso in fotografia forse conoscete meno il secondo.

Il valore f-stop è dato dal rapporto fra la focale ed il diametro del diaframma. Il valore che ne risulta rappresenta la quantità di luce che l’obiettivo è in grado di veicolare. Ma, ed è questo il problema, non rappresenta la luce che poi passa effettivamente.

La principale differenza è che l’ F-Stop è un valore teorico, mentre il T-Stop è un valore effettivo testato. Molti di voi saranno abituati a pensare infatti che i valori di apertura segnati sugli obiettivi corrispondo alla luce effettiva in entrata. Non è cosi. Il valore di f-stop è infatti un valore prettamente ingegneristico, se l’obiettivo ha certe misure avrà un valore di f-stop conseguente che indica la luce che in teoria dovrebbe entrare , ma quel valore non corrisponde all’effettiva luce che poi entra. Perchè?

Per fare un esempio, pensate di essere a casa e di dover andare al cinema. Se sul navigatore inserite il punto di partenza e quello di arrivo verrà calcolato un percorso e vi verrà fornita una stima del tempo di percorrenza. La stima in teoria dovrebbe essere perfetta, se percorrete X chilometri di strada a Y velocità, ci vorranno TOT minuti. Ma sappiamo bene che poi elementi come il traffico o pedoni che attraversano la strada possono modificare quella stima.

Il T-stop infatti è invece dato da una misurazione diretta della luce (cioè misurando il tempo effettivo che ci mettiamo per arrivare al cinema) , e indica l’effettiva luce in entrata di quell’obiettivo. Se per esempio prendete lo Zeiss Otus 55mm f/1.4 e l’85mm f/1.4 entrambi hanno un valore di f/1.4, ma in realtà trasmettono luminosità diverse. Secondo i test di DxOMark, il 55 millimetri è un t/1.5 mentre l’85mm è persino un t/1.7.

Ma a questo punto molti di voi si staranno chiedendo, se gli f-stops non indicano la luce reale, perchè non si usano i t-stops come valore predefinito nelle ottiche? Bè, ci sono diversi motivi:

  • Lo scarto maggiore che può esserci tra i 2 valori molto raramente supera 1/3 di stop. In fotografia non è un problema cosi grave e può essere facilmente coretto in post-produzione.
  • L’esposimetro della fotocamera segna variazioni su differenze di 1/3 di stop. Qualunque differenza minore viene eliminata, il valore di t-stop verrebbe quindi comunque riportato a quello di f-stop dalla fotocamera.
  • Testare gli effettivi valori di t-stops richiede tempo e soldi. Proprio perchè la differenza è minima non si possono certo usare i t-stops e poi fornire un valore che non corrisponde (anche se di pochissimo) a quello reale, quindi in genere è più sensato usare direttamente gli f-stops che sono, per forza di cose, un valore preciso e impossibile da sbagliare.

Nel cinema il discorso è diverso. In diverse scene piccole variazioni di luce si notano, e richiedono più lavoro di post-produzione, quindi più soldi. Per questo motivo le ottiche cinematografiche invece sono solite usare i t-stops.

Per con concludere quindi l’uso degli f-stops o t-stops è una questione puramente di tempo. Se il tempo necessario per gestire le differenze non è economicamente rilevante si usano gli f-stops, in caso contrario i t-stops.